Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli; qual è infatti il figlio che il padre non corregga? Ma se rimanete senza correzione, di cui tutti hanno avuta la parte loro, allora siete dei bastardi e non dei figli. Inoltre ben abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo molto di più ora al Padre degli spiriti, per vivere? Costoro infatti ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene, ma egli ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità. (Ebrei 12:7-10)
Quando va tutto bene e la vita ci sorride, è facile credere alla bontà di Dio. Ma quando sopraggiungono la prova, la sofferenza o la malattia, dei brutti pensieri ci invadono la mente e il cuore: “Dio mi ha abbandonato, o forse mi punisce…” Abbiamo allora bisogno di rileggere quanto dice la Bibbia.
I cristiani ai quali erano rivolti questi versetti correvano il rischio di essere scoraggiati. Si chiedevano se non avessero sbagliato a seguire il Signore Gesù. Per lui, avevano sofferto il disprezzo, i maltrattamenti… e ciò continuava.
Ma la Bibbia risponde: Dio si occupa di te. Non è contro di te, è per te. Non vuole farti “pagare” per le tue colpe. E’ Gesù che ha espiato tutto il male commesso. Dio ti ama di un amore profondo, e fedele. Ti istruisce, ti disciplina per il tuo bene.
Guardati bene dal dimenticare l’Eterno, il tuo DIO, giungendo a non osservare i suoi comandamenti, i suoi decreti e i suoi statuti che oggi ti do; perché non avvenga, dopo aver mangiato a sazietà e aver costruito e abitato belle case, dopo aver visto le tue mandrie e le tue greggi moltiplicare, e il tuo argento e il tuo oro aumentare, e tutti i tuoi beni crescere, che il tuo cuore si innalzi e tu dimentichi l’Eterno, il tuo DIO, che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù; che ti ha condotto attraverso questo grande e terribile deserto, luogo di serpenti ardenti e di scorpioni, terra arida senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna che i tuoi padri non conoscevano, per umiliarti e per provarti e per farti alla fine del bene. (Deuteronomio 8:16)
Certamente la disciplina in un primo momento è motivo di tristezza. Si soffre, si è fermati nei propri progetti, ci s’interoga e ci si rimette in questione. Ma il nostro Padre non ci lascia soli. Ricerchiamolo con la preghiera e leggendo la sua Parola, per discernere quello che vuole dirci e per provare le sue consolazioni.
Questa è la vita del progresso spirituale e della vittoria.
È stato bene per me l’essere stato afflitto, perché imparassi i tuoi statuti. (Salmo 119:71)




