Citazione involontarie

Ognuno di noi conosce a memoria un certo numero di espressioni o di proverbi biblici, e sappiamo citarli al momento giusto per dare peso e autorità a ciò che diciamo; ad esempio: “Nessuno è profeta in patria” (Matteo 13:57), oppure: “Fa agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te” (Matteo 7:12).

Molti usano queste citazioni senza nemmeno sapere che si tratta di frasi pronunciate dal nostro Signore. Tolte dal loro contesto, queste parole perdono sovente il loro significato essenziale. Ad esempi, qualcuno che restituisce al legittimo proprietario un oggetto preso a prestito dirà con un sorriso: “Date a Cesare quello che è di Cesare” … dimenticando il seguito del versetto: “Rendete a Dio quello che è di Dio” (Matteo 22:21).

Nei nostri paesi cristianizzati, non abbiamo forse banalizzato certe espressioni della Parola per sentirci a posto con la nostra coscienza? Ne abbiamo anche tralasciate altre per evitare di ubbidire a Dio quando questo ci disturba.

Ad esempio, rendere a Cesare quello che è di Cesare va applicato anche quando si tratta della dichiarazione dei redditi! E’ una questione di onestà. Dalla Bibbia possiamo trarre molte raccomandazioni morali che facilitano la vita nella società.

Ma forse vi chiederete: Che cosa significa rendere a Dio ciò che gli è dovuto? Che cosa gli dobbiamo?

  • Come Creatore: l’ubbidienza è il rispetto
  • Come Salvatore: la fede e l’amore
  • Come Padre: la riconoscenza e l’adorazione

Rendere a Dio ciò che gli è dovuto è anche accettare ciò che la Bibbia ci dice di Gesù, e crederlo.

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