Siate dunque imitatori di Dio, come figli amati; e camminate nell’amore come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio quale profumo di odore soave. Come si addice ai santi, né fornicazione, né alcuna impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi; né oscenità, né parole sciocche o volgari, che sono cose sconvenienti; ma piuttosto abbondi il ringraziamento. Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore o impuro o avaro (che è un idolatra) ha eredità nel regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi seduca con vani ragionamenti; infatti è per queste cose che l’ira di Dio viene sugli uomini ribelli. Non siate dunque loro compagni; perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce – poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità – esaminando che cosa sia gradito al Signore. (Efesini 5:1-10)
Valentino ha appena letto nella sua Bibbia: “Siate dunque imitatori di Dio … Comportatevi come figli di luce”, e ora è perplesso e pensieroso! Dio non pone troppo in alto il livello da raggiungere per un giovane cristiano come lui?
Un po’ scoraggiato ne parla ad un amico più grande che così gli risponde: “Valentino, tu non hai letto il versetto intero! Cosa c’è scritto? “Siate imitatori di Dio come figli amati”. Poi “Siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce”. Dio non ti chiede nulla d’impossibile. Per mezzo della fede nel Signore Gesù sei diventato un figlio amato da Dio. E’ grazie a questa posizione che puoi imitarlo. Poiché sei luce nel Signore Egli t’invita a vivere come un figlio di luce. Comincia a prendere coscienza di ciò che sei, e poi ti sarà naturale comportarti di conseguenza …, cioè sarai in grado, per quanto è possibile a un essere umano, di imitare Dio, tuo Padre, e vivere in modo da piacergli. Un figlio assomiglia a suo padre senza fare sforzi, gli viene naturale”.
Dio fa di noi dei Suoi figli, ci comunica la Sua natura. Allora, e solo allora, ci invita a vivere in modo coerente alla posizione nella quale ci ha introdotti.




