La vita: un vicolo cieco

Le angosce del mio cuore sono aumentate; liberami dalle mie avversità. Vedi la mia afflizione e il mio affanno, e perdona tutti i miei peccati. (Salmo 25:17-18)

Dal finestrino di in un treno che entra nella periferia della grande città, si leggono le scritte scarabocchiate sui muri che sfilano velocemente. Così si sfoga la gioventù contemporanea: “Rompete i vostri legami, fate saltare le barriere delle vostre costrizioni, esigete la libertà come un diritto…”.

Queste sono le idee-forza che sostituiscono tutti i principi: oltrepassano i limiti di una vita repressa, esprimere il meglio di sé, in breve, vivere pienamente ed efficacemente.

Accanto a questa aspirazione alla libertà, all’autenticità ed alla realizzazione di se stessi, viene ad affiancarsi il peso della realtà vissuta. Sempre di più, il mondo appare vuoto e vano…

L’anima erra come in un deserto. La vita sembra un’imbarcazione che fa acqua, sballottata in balia della tempesta, priva di capitano e di bussola. Il cuore è profondamente infelice. Solitudini, ingiustizie, guerre… Questo mondo, così come è, non è sopportabile! Allora, bisogna capitolare? Farla finita? Oppure c’è una via d’uscita per i vinti della vita?

Se ce n’è una, è proprio il momento di svegliarsi. Esamino il mio passato: mi ha inaridito e rinchiuso nell’angoscia; il mio orizzonte è senza speranza. Devo constatare che il cuore mi ha ingannato: sono responsabile di questa rovina.

Nella Bibbia Dio si rivolge a noi.

Perciò, come dice lo Spirito Santo: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nella provocazione, nel giorno della tentazione nel deserto, dove i vostri padri mi tentarono mettendomi alla prova, pur avendo visto per quarant’anni le mie opere. (Ebrei 3:7-9)

La via della salvezza è la vita per mezzo della fede in Cristo, ma occorre pentirsi e cambiare direzione.

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