Un’ancora e una bussola

Fratelli, non ritengo di avere già ottenuto il premio, ma faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti, proseguo il corso verso la meta, verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù. (Filippesi 3:13-14)

Un fisico nucleare ha scritto:

“Il mondo d’oggi è come una magnifica nave da crociera. La fanno avanzare, senza problemi, macchine complicate, perfettamente messe a punto. I passeggeri danzano, trascinati dall’orchestra e, nelle cucine, si preparano pasti eccellenti. Va tutto per il meglio. Soltanto, ecco, quella nave non ha ancora, la bussola non funziona; la nave va alla deriva. E’ solo questione di tempo e andrà a fracassarsi contro un iceberg o uno scoglio”.

Per molti nostri contemporanei, i pochi punti di riferimento sussistenti non sono né duraturi né stabili; per altri non ve ne sono per niente.

Il credente sa quale sia la sua meta: è il cielo, in compagnia del suo Salvatore. Crede, infatti, al Signore Gesù che l’ha salvato con la sua morte alla croce. Non è dunque come una di quelle onde “onde furiose del mare” o come una di quelle “stelle erranti”.

Costoro sono macchie nelle vostre agapi, mentre banchettano assieme a voi senza timore, pascendo se stessi; essi sono nuvole senz’acqua, sospinte qua e là dai venti, alberi d’autunno senza frutti, doppiamente morti, sradicati, onde furiose del mare che vomitano la schiuma delle loro brutture, stelle erranti a cui è riservata la caligine delle tenebre infernali per sempre. (Giuda 12-13)

Il credente si dirige verso quella meta e sa che ciò implica certi sacrifici. La vita è breve e l’eternità la segue. Il vero cristiano desidera non sciupare il suo tempo. La sua via è chiara: è quella seguita dal suo Maestro, Gesù.

Gesù è la sua ancora; la Bibbia la sua bussola infallibile.

Ma io non ne tengo alcun conto e la mia propria vita non mi è cara, pur di terminare con gioia il mio corso e il ministero che ho ricevuto dal Signore Gesù, che è di testimoniare pienamente l’evangelo della grazia di Dio. (Atti 20:24)

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