Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata, e ci insegna a rinunciare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù. (Tito 2:11-13)
Erano le 09.00 di una bella giornata bolognese di fine giugno e , quando arrivai al dipartimento di Lettere classiche per incontrare il professore controrelatore della mia tesi di Laurea, c’era già una fila molto lunga per il ricevimento.
Guardai attentamente quelli che mi precedevano e mi resi conto che non erano studenti: alcuni erano molto avanti negli anni, altri erano vestiti male e altri ancora avevano anche un cattivo odore addosso.
Quindi, arrivò una studentessa che “svelò l’arcano” e mi disse: “Ogni fine mese, quando il professore va a riscuotere lo stipendio, i poveri arrivano e si mettono in fila per ricevere in dono del denaro da lui”. Non credevo alle mie orecchie … Ogni mese!
Erano un prete Gesuita anziano e timorato di Dio che viveva in un piccolo appartamento con un letto, una cucina, un tavolo con 4 sedie e tanti scaffali pieni di libri. Una volta gli chiesi il perché della sua scelta di vita e lui, alludendo a questo versetto (conosceva benissimo il Nuovo Testamento), mi rispose che i cristiani devono vivere su questa terra moderatamente perché qui sono di passaggio e la loro patria è in cielo!




