Gesù, figlio di Davide e Figlio di Dio

Un sabato, a Nazaret, Gesù entra nella sinagoga. Gli porgono il libro del profeta Isaia. Egli legge.

«Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, e per predicare l’anno accettevole del Signore». Poi, chiuso il libro e resolo all’inserviente, si pose a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. Allora cominciò a dir loro: «Oggi questa Scrittura si è adempiuta nei vostri orecchi». (Luca 4:18-21)

Con un’autorità che attira i suoi uditori, egli parla di se stesso. Ma questi si chiedono:

E tutti gli rendevano testimonianza e si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». (Luca 4:22)

Essi non lo riconoscono neanche come profeta e lo scacciano, con l’intenzione poi di ucciderlo.

Qualche giorno prima, il diavolo gli aveva lanciato una sfida.

E il diavolo gli disse: «Se tu sei il Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». (Luca 4:3)

Insomma, se tu sei Dio, dimostralo! Alla croce, la sfida è la stessa.

E coloro che passavano di là lo ingiuriavano scuotendo il capo, e dicendo: «Tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso; se sei il Figlio di Dio, scendi giù dalla croce!». (Matteo 27:39-40)

Ma Dio si è preso cura di affermare:

E Gesù, appena fu battezzato, uscì fuori dall’acqua; ed ecco i cieli gli si aprirono, ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui; ed ecco una voce dal cielo, che disse: «Questi è il mio amato Figlio, nel quale mi sono compiaciuto». (Matteo 3:16-17)

Mentre egli parlava ancora, ecco una nuvola luminosa li adombrò; e si udì una voce dalla nuvola che diceva: «Questi è il mio amato Figlio, in cui mi sono compiaciuto: ascoltatelo!». (Matteo 17:5)

Egli ha così dichiarato la divinità di Gesù e il piacere che egli trova in lui. Gesù stesso si è sempre presentato come l’inviato del Padre.

Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno le può rapire dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo uno». (Giovanni 10:29-30)

Un giorno Gesù mise in imbarazzo i suoi oppositori chiedendo loro come Cristo potesse essere figlio di Davide, visto che quest’ultimo lo chiama “Signore”.

Ed egli disse loro: «Come mai dicono che il Cristo è Figlio di Davide? Nel libro dei Salmi Davide stesso dice: “Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io abbia posto i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi”. Davide dunque lo chiama Signore; come può essere suo figlio?». (Luca 20:41-44)

C’è una sola risposta: non solo Gesù è un discendente di Davide, ma è il Figlio di Dio, il Re eterno, il Messia preannunciato.

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