In Israele, al tempo di Gesù Cristo, un ovile era un recinto, fatto di solito con un muretto di pietre, dove il gregge trascorreva la notte, al sicuro. C’era una sola apertura dove stava il pastore per sorvegliare le pecore che entravano ed uscivano.
Il pastore era, per così dire, la porta.
Ancora oggi, in senso spirituale e per fede, possiamo udire Gesù che ci dice:
Perciò Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti quelli che sono venuti prima di me sono stati ladri e briganti, ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta; se uno entra per mezzo di me, sarà salvato; entrerà, uscirà e troverà pascolo. (Giovanni 10:7-9)
Nell’attuale clima di rilassatezza morale, si è pronti ad accettare tutto, tranne le dichiarazioni assolute della Parola di Dio. Ma questa Parola è la verità, dice Gesù.
Santificali nella tua verità; la tua parola è verità. (Giovanni 17:17)
Infatti Egli la proclamava e la viveva in modo assoluto.
Allora essi gli dissero: «Chi sei tu?». E Gesù disse loro: «Proprio quello che vi dico. (Giovanni 8:25)
Ha detto: “Io sono la porta”. Notiamo che non ha detto: “Sono una porta”, come se ce ne fossero altre, e neppure: “Sono la porta migliore”, bensì: “Io sono la porta”.
Egli è la sola, unica porta che dà accesso alla presenza di Dio; è di lì che si deve entrare per essere salvati.
Ogni giorno le pecore potevano uscire dalla porta dell’ovile per nutrirsi nei pascoli. Ma quando udivano la voce del pastore, accorrevano e si raggruppavano per evitare il pericolo.
Figure sorprendenti di quello che lo Spirito Santo ci permette di scoprire nella Bibbia riguardo al Signore Gesù. Per mezzo suo entriamo nel luogo della sicurezza e del riposo, dove godiamo dell’intimità della sua presenza.



