Nicola è tutto intento al suo video gioco. La pressione delle dita sui tasti determina un succedersi di “bip”. A colpi di “bip” Nicola respinge gli assalitori virtuali.
Improvvisamente alza il capo e dice: “Mi rimangono cinque vite!”
Certo! Si tratta solo di un gioco. Se Nicola perde la partita e gli assalitori hanno la meglio, ricomincerà un’altra partita. E’ così semplice! Basta un “clic” al punto giusto. Questo gioco è solo virtuale e auguriamoci che Nicola non confonda mai il gioco con la realtà.
Questo gioco presenta però il pericolo di banalizzare la morte e di far perdere la coscienza della serietà della vita. Fa pensare che si possa sempre ricominciare con una vita nuova. Si gioca con la propria vita, ma anche con quella degli altri.
La realtà è tutt’altra cosa. Ognuno di noi ha una sola vita da vivere. Non la si può ricominciare, e la morte è una scadenza che non si può raggirare.
Ora, essendo suoi collaboratori, vi esortiamo a non ricevere invano la grazia di Dio, perché egli dice: «Io ti ho esaudito nel tempo accettevole e ti ho soccorso nel giorno della salvezza». Ecco ora il tempo accettevole, ecco ora il giorno della salvezza. (2 Corinzi 6:2)
La vita che ci è data è unica e nessuno conosce la data della sua fine. Ha un’importanza eterna, perché è durante la nostra esistenza terrena che abbiamo l’occasione di avvicinarci a Dio.
Egli desidera salvarci. Ha dato per questo il suo unico Figlio: Gesù Cristo. Non rifiutiamo la sua offerta! Eì ora che si decide della nostra sorte eterna. Sarebbe tragico se il ritardo di un solo giorno fosse fatale.
Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio. (2 Corinzi 5:20)



