Definizione di Termini biblici – prima parte

Filippo gli corse vicino e, sentendo che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Comprendi ciò che leggi?». (Atti 8:31)

La lingua greca usata nel Nuovo Testamento non era quella dei poeti e dei filosofi, ma il linguaggio più comune, usato per gli scambi commerciali in tutto l’impero romano. Ma nelle traduzioni, è impiegato un linguaggio in molti casi composto di termini poco correnti.

Confessare. E’ riconoscere e dichiarare apertamente la verità, compresa la nostra colpevolezza davanti a Dio.

Riteniamo ferma la confessione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha fatto le promesse. (Ebrei 10:23)

Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. (1 Giovanni 1:9)

Conversione. Dietro-front, cambiamento di direzione, smettere di proseguire nella via della perdizione e ritornare verso il Dio Salvatore. Accompagna il pentimento, quel cambiamento di pensiero, quella nuova valutazione di se stessi alla luce della Parola di Dio.

E Gesù, chiamato a sé un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non vi convertite e non diventate come piccoli fanciulli, voi non entrerete affatto nel regno dei cieli. (Matteo 18:2-3)

Essi dunque, scortati per un tratto dalla chiesa, attraversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione dei gentili e arrecando grande gioia a tutti i fratelli. (Atti 15:3)

Ma prima a quelli in Damasco, poi a Gerusalemme, in tutta la regione della Giudea e ai gentili, ho annunziato di ravvedersi e di convertirsi a Dio, facendo opere degne di ravvedimento. (Atti 26:20)

Infatti non solo la parola del Signore è tramite voi risuonata nella Macedonia e nell’Acaia, ma anche la vostra fede che avete verso Dio si è divulgata in ogni luogo, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne, poiché essi stessi raccontano di noi, quale sia stata la nostra venuta tra voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire al Dio vivente e vero, e per aspettare dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, cioè Gesù, che ci libera dall’ira a venire. (1 Tessalonicesi 1:8-10)

Giustificare. Dichiarare giusto, assolvere una persona, liberarla dalle sue colpe. Gesù Cristo ha subito il castigo per i nostri peccati perché fossimo giustificati davanti a Dio.

Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione; poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. (Romani 3:21-24)

Ora non per lui solo è scritto che questo gli fu imputato, ma anche per noi ai quali sarà imputato, a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione. (Romani 4:23-25)

Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. (Romani 8:33)

Il peccato. E’ l’innata tendenza al male trasmesso a tutti gli uomini dalla disubbidienza del primo uomo. Caratterizza la mancanza di sottomissione alla volontà di Dio e porta ad un comportamento di ribellione verso Dio e la sua legge. I peccati sono le colpe commesse verso Dio e verso gli uomini.

Cristo è morto sia per subire il castigo dei nostri peccati, sia per subire la condanna del peccato stesso.

Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato; perché, fino a che fu promulgata la legge, il peccato era nel mondo; ora il peccato non è imputato se non vi è legge; ma la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, che è figura di colui che doveva venire. (Romani 5:12-14)

Chiunque commette il peccato, commette pure una violazione della legge; e il peccato è violazione della legge. (1 Giovanni 3:4)

Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri. (Efesini 2:1-3)

Incomincia a riflettere attentamente sul significato di questi termini, perché ti trasmetteranno intelligenza e saggezza.

Quando la sapienza entrerà nel tuo cuore e la conoscenza sarà gradevole alla tua anima, la riflessione veglierà su di te e l’intendimento ti proteggerà, per liberarti dalla via malvagia, dalla gente che parla di cose perverse, da quelli che lasciano i sentieri della rettitudine per camminare nelle vie delle tenebre, che godono a fare il male e provano piacere nelle perversità del malvagio, i cui sentieri sono storti e le cui vie sono tortuose, per scamparti dalla donna adultera, dalla straniera che usa parole lusinghevoli, che ha abbandonato il compagno della sua giovinezza e ha dimenticato il patto del suo DIO. (Proverbi 2:10-17)

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