Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo per promuovere la fede degli eletti di Dio e la conoscenza della verità che è conforme alla pietà, nella speranza della vita eterna promessa prima di tutti i secoli da Dio, che non può mentire. (Tito 1:1-2)
“La nostra parola ci impegna”, si usa dire. Facciamo dunque bene attenzione a ciò che diciamo, per non rischiare di essere accusati di mentire o di non mantenere la parola data.
Quanto a Dio non c’è problema. Lui non fa errori. Ciò che dice corrisponde esattamente al Suo pensiero e a ciò che dev’essere detto. Dio ha dichiarato che il peccatore che si volge a Lui, pentito dei propri peccati, è completamente perdonato e ottiene in dono la vita eterna. Dice questo nella Sua sovranità, perché ci ama e ha dato Gesù in sacrificio per espiare le nostre colpe.
Non doppiamo forse prendere Dio in parola e credere ciò che dice? Del resto, la Bibbia dice che non credere in Lui, non prenderlo in parola, è fare di Lui un bugiardo.
Chi crede nel Figlio di Dio ha questa testimonianza in sé; chi non crede a Dio, lo fa bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha resa al proprio Figlio. (1 Giovanni 5:10)
Dio non si aspetta niente di straordinario da parte nostra, ma semplicemente che accettiamo il piano di riconciliazione che ci propone. Egli si è fatto carico di tutto. L’offerta della Sua grazia, della Sua pace, esige solo una cosa: che crediamo che Lui è in grado di trasformarci completamente, di soddisfarci e di portarci a fare il bene, perché solo Lui può rispondere ai profondi bisogni della nostra anima.
Con Gesù “… il sentiero dei giusti è come la luce che spunta e va sempre più risplendendo, finché sia giorno pieno” (Proverbi 4:18). E’ il giorno in cui il Signore verrà a raccogliere i Suoi “frutti”, a riunire e portare nel cielo tutti quelli che ha riscattato.




