Chi disprezza la parola si costituisce, di fronte ad essa, debitore, ma chi rispetta il comandamento sarà ricompensato. (Proverbi 13:13)
“La Parola” di cui si parla, non è una parola qualsiasi, ma la Parola di Dio. Quante cose ha da rivelarci Dio? Sicuramente un’infinità, eppure, basterebbe ascoltare e farne proprie poche per fare pace con Dio e godere della Sua grazia.
Dio si rivela come assolutamente santo e autorevole sopra ogni cosa; l’uomo è, al contrario, un peccatore schiavo del suo peccato e incapace di risollevarsi, estraneo alla vita di Dio e perduto. Ma Dio non ha voluto che la Sua creatura rimanesse in questa condizione e la esorta a prendere coscienza del suo peccato, ravvedersi e invocare il Suo perdono. Per questo ha mandato Gesù che dalla gloria del cielo si è fatto uomo per essere nostro Salvatore, Redentore e Sostituto.
“Sostituto, in che senso?”, mi chiese una volta un’anziana signora. In due sensi: nell’osservare perfettamente la Legge che l’uomo ha violato e nel prendere su di Sé il giudizio sul peccato destinato all’uomo. Come non accogliere la grazia di Dio nella nostra vita? Disprezzare queste cose significa stabilirsi debitore in eterno di fronte a Dio.




