Alcuni Farisei vanno ad avvertire Gesù che Erode voleva ucciderlo. Era proprio per benevolenza? Non sappiamo, ma questo dà al Signore l’occasione per mettere al corrente i Giudei del fatto che stava per lasciarli, perché era stato vano tutto quello che Dio aveva fatto per loro, prima per mezzo dei profeti e poi mediante il suo stesso ministero.
In quello stesso giorno alcuni farisei vennero a dirgli: «Parti e vattene da qui, perché Erode vuole ucciderti». Ed egli disse loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, oggi e domani io scaccio i demoni e compio guarigioni, e il terzo giorno giungo al termine della mia corsa”. Ma oggi, domani e dopodomani devo camminare, perché non può essere che un profeta muoia fuori di Gerusalemme. (Luca 13:31-33)
Egli non si preoccupa delle intenzioni di Erode. Compie, tra il popolo che sta per crocifiggerlo, il servizio ricevuto da Dio pur sapendo che non avrà maggior successo di quello dei profeti che i Giudei, nel corso della loro storia, avevano fatto morire.
Così il suo servizio, pienamente compiuto, terminerà con la morte a Gerusalemme, ma non per mano di Erode.
I miei passi sono rimasti fermi nei tuoi sentieri e i miei piedi non hanno vacillato. (Salmo 17:5)
Durante tutta la sua vita, Gesù è per noi un modello perfetto. In questa circostanza lo vediamo proseguire la sua opera senza preoccuparsi dell’opposizione, né delle conseguenze della sua fedeltà.
Che insegnamento per noi!
Come lui, dobbiamo seguire la via tracciata da Dio, senza preoccuparci dell’opposizione che possiamo incontrare. E’ una vita di sofferenza, ma è quella dell’ubbidienza e della comunione con il Signore.



