Ma ora, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano. Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti». (Atti 17:30-31)
Fin dall’infanzia siamo abituati a fare delle scelte: il tipo di studi da intraprendere, il mestiere o la professione, una residenza, il coniuge. Vi sono scelte molteplici anche nella vita quotidiana. E’ tipico dell’uomo effettuare delle scelte. Allora ci si potrebbe chiedere: la fede è una scelta?
Sotto un certo aspetto la risposta e sì: nessuno può credere se non lo vuole. Cristo non vuole una fede forzata, ma una risposta franca al suo appello d’amore.
Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, ed io vi darò riposo. (Matteo 11:28)
D’altra parte, una scelta presuppone varie possibilità; ma nella scelta che facciamo siamo responsabili di fronte a Dio. Egli ha dei diritti su di noi, e un giorno ciascuno di noi dovrà rispondere personalmente davanti a Lui. Più esattamente, dovremo rispondere del nostro atteggiamento nei confronti di Gesù Cristo. Dio lo presenta ancora oggi come il Salvatore.
E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati». (Atti 4:12)
Accettare Gesù Cristo come Salvatore è una necessità perché è in gioco il nostro avvenire eterno. Per chi sta annegando, il salvatore non è un’opzione, ma l’unica speranza di salvezza.
Per conoscere un avvenire eterno alla presenza del Dio d’amore, l’unica strada è credere in Gesù Cristo che è venuto nel nostro mondo per salvare dalla perdizione eterna tutti quelli che si confidano in lui.



