Nella tempesta con Gesù

Subito dopo Gesù costrinse i suoi discepoli a salire nella barca e precederlo all’altra riva verso Betsaida, mentre egli licenziava la folla. Appena l’ebbe congedata, salì sul monte a pregare. Fattosi sera, la barca era in mezzo al mare ed egli era a terra tutto solo. E, vedendo i discepoli affaticarsi a remare, perché avevano il vento contrario, verso la quarta vigilia della notte, egli andò verso loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli.

Ma essi, vedendolo camminare sul mare, pensavano che fosse un fantasma e si misero a gridare, perché lo avevano visto tutti e si erano spaventati; ma egli subito parlò loro e disse: «Fatevi animo, sono io, non temete!». Poi salì con loro sulla barca e il vento si calmò; ed essi erano enormemente stupiti in se stessi e si meravigliarono, perché non avevano capito il fatto dei pani, essendo il loro cuore indurito. (Marco 6:45-52)

Questa scena impressionante dei discepoli di Gesù che affrontano la tempesta sul lago di Galilea ha ispirato molti pittori e poeti. Quale è il suo messaggio per noi?

Il credente non è mai solo, specialmente quando passa per le prove della vita. Gesù seguiva da vicino i suoi discepoli, anche se li aveva mandati all’altra riva del lago, è lì con loro, anche in mezzo alla tempesta. E quando lo ritiene utile interviene.

Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana; or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita, affinché la possiate sostenere. (1 Corinzi 10:13)

Nel loro spavento i discepoli odono queste parole così rassicuranti:

“Coraggio, sono io, non abbiate paura!”

Subito dopo, con grande stupore, si trovano in un mare calmo.

Un mare agitato, questo è il mondo in cui i credenti devono vivere; ma sanno che il loro Signore nel cielo prega per loro.

Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi. (Romani 8:34)

Sanno pure che Dio misura l’intensità e la durata della prova. Nel racconto dell’evangelista Marco, l’ora in cui essa termina, è indicata. Nell’evangelo di Giovanni, è precisata la distanza.

Ora, dopo aver remato circa venticinque o trenta stadi, videro Gesù che camminava sul mare e si accostava alla barca, ed ebbero paura. (Giovanni 6:19)

Così il credente sa che Dio conosce tutti i particolari delle sue circostanze. Dio veglia su di lui nei momenti difficili e mette dei limiti alla sofferenza.

Se passiamo per delle circostanze difficili: malattia, lutto, problemi materiali…; rimettiamoli a Dio Padre che dichiara:

Ecco, noi proclamiamo beati coloro che hanno perseverato; avete udito parlare della pazienza di Giobbe, e avete visto la sorte finale che il Signore gli riserbò, poiché il Signore è pieno di misericordia e di compassione. (Giacomo 5:11)

Inoltre pensiamo che Dio ha uno scopo ben preciso.

Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento. (Romani 8:28)

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