Giustino, circa 140 anni dopo Gesù Cristo, nacque a Nablus, città della Palestina. Fin dalla giovinezza si dedicò allo studio della filosofia. Per giungere alla conoscenza della verità, decise di non darsi tregua né riposo e di imporsi i più grandi sacrifici, finché non l’avesse trovata.
Un giorno, passeggiando in riva a un lago, Giustino incontrò un anziano dall’aspetto dolce e venerabile. Costui, osservandolo, intuì il suo turbamento, lo interrogò e scoprì in lui un uomo profondamente assetato di verità.
Con grande bontà l’anziano gli fece notare che la filosofia lascia lo spirito nell’incertezza in relazione ai maggiori problemi.
“Allora – esclamò Giustino – dove trovare la verità, se non nei filosofi?”
“Prima dei filosofi – rispose l’anziano – degli uomini illuminati da Dio hanno parlato per mezzo del suo Spirito. Essi si chiamano profeti. Per mezzo dello Spirito Santo hanno comunicato agli uomini ciò che avevano sentito e visto. Essi hanno celebrato Dio, Creatore e Padre di tutti gli esseri, e hanno celebrato Cristo, suo Figlio. Chiedigli ora che le porte della luce si aprano anche per te”.
Nessuna profezia infatti è mai proceduta da volontà d’uomo, ma i santi uomini di Dio hanno parlato, perché spinti dallo Spirito Santo. (2 Pietro 1:21)
Commosso e interessato, Giustino si mise presto all’opera. Egli studiò i profeti e soprattutto l’insegnamento di Gesù Cristo, e divenne un illustre e instancabile difensore della fede cristiana.
Un tempo filosofo, egli testimoniò fra i filosofi e i grandi di questo mondo. Ciò gli costò la vita. La storia lo ricorda non come Giustino il filosofo, ma come Giustino il martire.
Anche per questo non cessiamo di render grazie a Dio perché, avendo ricevuto da noi la parola di Dio, l’avete accolta non come parola di uomini, ma come è veramente, quale parola di Dio, che opera efficacemente in voi che credete. (1 Tessalonicesi 2:13)



