Ritorno alla vita

Gesù disse: «Togliete via la pietra!». Marta, la sorella del morto, gli disse: «Signore, egli puzza già, poiché è morto da quattro giorni». Gesù le disse: «Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?». (Giovanni 11:39-40)

L’ultimo miracolo del Signore Gesù, riferito nell’evangelo di Giovanni, attesta che egli è davvero il Figlio di Dio. E’ un segno potente e meraviglioso. All’ordine di Gesù, Lazzaro, un uomo morto da quattro giorno, esce dalla tomba davanti alla folla.

Questo fatto pubblico sta nel cuore della fede cristiana, poiché manifesta la vittoria del Signore sulla morte, ultimo nemico a cui nessun uomo ha potuto sottrarsi. Gesù appare come colui che vivifica i morti.

Lazzaro era un amico di Gesù. Nella loro casa di Betania, Lazzaro e le sue sorelle, Marta e Maria, l’avevano accolto parecchie volte con i discepoli. Gesù amava quella famiglia; eppure Lazzaro si era ammalato gravemente e le sorelle avevano dovuto affrontare da sole malattia, sofferenza e lutto.

Sapevano che Gesù poteva guarire Lazzaro, eppure si trovava in altra località e non era accorso subito al capezzale dell’amico malato. L’amore di Gesù per i suoi amici era forse venuto meno?

No, la storia di Lazzaro non termina lì. La sua malattia e la sua morte dovevano mettere in evidenza la gloria di Dio e quella di Gesù che dona la vita. Che incoraggiamento anche per quella famiglia!

Ma, alcuni giorni dopo, il Signore Gesù, il Figlio di Dio, bersaglio dell’odio degli uomini, è inchiodato ad una croce e lascia la propria vita. Poi risuscita il terzo giorno. Lo attesa la Parola di Dio.

L’aposto Paolo scriverà:

Non vergognarti dunque della testimonianza del Signor nostro, né di me suo prigioniero, ma soffri anche tu con me per l’evangelo, sostenuto dalla potenza di Dio, che ci ha salvati e ci ha chiamati con una santa vocazione, non in base alle nostre opere, ma secondo il suo scopo e grazia, che ci è stata data in Cristo Gesù prima dell’inizio dei tempi, ed ora è stata manifestata con l’apparizione del Salvator nostro Gesù Cristo, che ha distrutto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo dell’evangelo, di cui io sono stato costituito araldo, apostolo e dottore dei gentili. (2 Timoteo 1:8-11)

Questo fatto è così certo che, per la fede, Paolo potrà affermare:

Per me infatti il vivere è Cristo, e il morire guadagno. (Filippesi 1:21)

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