Tutto quello che i miei occhi desideravano, non l’ho negato loro; non ho rifiutato al mio cuore alcun piacere, perché il mio cuore si rallegrava di ogni mio lavoro; e questa è stata la ricompensa di ogni mio lavoro. Poi mi volsi a considerare tutte le opere che le mie mani avevano fatto, e la fatica che avevo impiegato a compierle; ed ecco tutto era vanità e un cercare di afferrare il vento; non c’era alcun vantaggio sotto il sole. (Ecclesiaste 2:10-11)
“Un giorno, durante una festa paesana, sono entrato in una sala piena di specchi deformanti. Tutto appariva storto, goffo, sproporzionato. Spesso, quando penso alla vita in questo mondo, mi ritorna in mente quel senso di distorsione. Anche quando va tutto press’a poco bene, aspiriamo a un non so che d’indefinibile, a qualcosa che non scopriamo mai.
A volte pensiamo che con un cambiamento di lavoro, un nuovo diploma, una nuova relazione affettiva, andrebbe tutto meglio. Ma nemmeno questo durerebbe. In noi sussiste un sospiro, una sete di qualcosa che non capita mai”. (Alister McGrath)
Quest’aspirazione alla perfezione, all’infinito, all’assoluto, non è forse, in fondo, una ricerca di Dio e un bisogno di contatto con lui? Ma come possiamo conoscere Dio che è più grande della nostra ragione e che è invisibile?
Egli si rivela a colui che, umilmente e con fiducia, legge la Bibbia, che è la Sua rivelazione. Leggendola, non solo acquistiamo la certezza della presenza di Dio, ma anche la coscienza del fatto che è vicino a noi e ci ama.
Con la sua Parola, Dio si rivela come colui che sazia la nostra sete più grande, che risponde alle nostre aspirazioni più elevate. Lo fa attirandoci a Gesù, sorgente della vita, che può purificarci dalle nostre colpe, e dare senso e pienezza a tutta la nostra esistenza, se abbiamo fiducia in lui.
Gesù rispose e le disse: «Chiunque beve di quest’acqua, avrà ancora sete, ma chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete in eterno; ma l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che zampilla in vita eterna». (Giovanni 4:13-14)



