Perciò ho preso in odio la vita, perché tutto ciò che si fa sotto il sole mi è divenuto disgustoso, perché tutto è vanità e un cercare di afferrare il vento. (Ecclesiaste 2:17)
“Oggi più che mai, il male che minaccia i nostri contemporanei è la depressione. Questa nasce quando non si riesce a dare un senso alla propria vita, nella quale tutto passa e va verso la sua fine”, ha scritto Silvano Arieti, psichiatra italo-americano.
Già l’Ecclesiaste aveva messo in rilievo che tutto ciò che gli uomini ricercano con accanimento non può dare significato alla vita. La popolarità, i beni materiali, il denaro, i piaceri, gli agi, la cultura, il potere, il lavoro, tutto è contrassegnato dalla vanità.
Ma l’autore dell’Ecclesiaste non è caduto nella disperazione. Leggendo il suo libro, vediamo spuntare poco per volta come un raggio di sole attraverso nuvole nere, una via d’uscita, un sollievo a questo senso di vuoto e di disperazione.
Questo raggio di sole è il timore di Dio; non è una scappatoia, ma la sola strada possibile. Lungo tutto il libro, siamo portati a distinguere, fra i vicoli ciechi a cui tutte le soluzioni umane conducono, la strada che porta alla vita.
Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: «Temi DIO e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto dell’uomo». (Ecclesiaste 12:13)
Questo timore di Dio, questo rispetto profondo per lui, è un preliminare per ricevere le risposte d’amore e di speranza che troviamo nella Bibbia. Queste risposte si concentrano in una persona, Gesù Cristo.
E Gesù disse loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà mai più fame e chi crede in me non avrà mai più sete. (Giovanni 6:35)



