Ora invece, essendo stati liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi avete per vostro frutto la santificazione e per fine la vita eterna. (Romani 6:22)
“L’ignoranza è la madre di tutti i mali” (F. Rabalais). Queste parole fanno pensare che più un uomo è istruito, meglio si comporta. E’ una visione piuttosto ottimista della vita, ma è esatta?
L’istruzione potrebbe influire sul nostro comportamento esteriore, ma non sulle nostre più nascoste tendenze.
Essa migliora il nostro livello di vita, allarga i nostri orizzonti; ma potremmo rimanere incentrati su noi stessi, volgendo continuamente i nostri pensieri verso desideri egoistici.
Potremmo mettere i nostri ragionamenti logici al servizio dei nostri obiettivi, e l’intelligenza non c’impedirebbe di essere orgogliosi e immorali.
Uno degli aspetti più tragici della condizione umana è che l’intelligenza può essere usata per alleviare le sofferenze del nostro prossimo, ma può anche servire a impadronirsi di beni ingiustamente.
C’è davvero qualcosa di distorto nella natura umana!
La Bibbia ci dice che in fondo ad ogni essere umano si nasconde una forza di male che porta a compiere azioni malvagie. E’ una vera e propria alterazione del nostro essere morale.
Crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo. A lui sia la gloria, ora e in eterno. Amen. (2 Pietro 3:18)
Se lo spirito dell’uomo non ha più relazione col suo Creatore, egli non conosce più la luce, ma vive nelle tenebre.
L’istruzione prende senso e forza solo a questa condizione: se porta a ritrovare una vera relazione con Dio. Gesù, il Figlio di Dio, è venuto sulla terra per farcelo conoscere.
Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Figlio, che è nel seno del Padre, è colui che lo ha fatto conoscere. (Giovanni 1:18)



