Anche nel riso il cuore può essere nell’afflizione, e la gioia stessa può finire nel dolore. (Proverbi 14:13)
Una delle caratteristiche del nostro tempo è l’assenza pressoché generale di gioia reale e profonda. E’ raro incontrare delle persone veramente felici. Eppure la nostra società offre molti divertimenti e distrazioni, e cerca così di smorzare gli affanni della vita.
Ma l’allegria che risulta da questi diversivi, del tutto artificiale, nasconde sovente la tristezza; il cuore rimane insoddisfatto.
Il volto riflette spesso ciò che sentiamo dentro. Se la nostra espressione porta l’impronta di affanni, preoccupazioni e pene, è perché non conosciamo la vera gioia. Le povere gioie di questo mondo sono effimere, non possono bastarci.
Un cuore gioioso rende il viso raggiante, ma per l’afflizione del cuore lo spirito è abbattuto. (Proverbi 15:13)
Vorrei condividere con te, delle gioie ricche e durature: la conoscenza del Signore Gesù, l’amore di Dio, l’esperienza cristiana, che danno una vera ragione di vita.
Or un angelo del Signore parlò a Filippo, dicendo: «Alzati e va’ verso il mezzogiorno, sulla strada che da Gerusalemme scende a Gaza; essa è deserta». Egli si alzò e si mise in cammino; ed ecco un uomo Etiope, eunuco, un alto funzionario di Candace, regina degli Etiopi, sovrintendente di tutti i suoi tesori, che era venuto a Gerusalemme per adorare. Or egli se ne stava ritornando e, seduto sul suo carro, leggeva il profeta Isaia. E lo Spirito disse a Filippo: «Accostati e raggiungi quel carro!». Filippo gli corse vicino e, sentendo che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Comprendi ciò che leggi?». Quegli disse: «E come potrei, se nessuno mi fa da guida?». Poi pregò Filippo di salire e di sedersi accanto a lui.
Or il passo della Scrittura che egli leggeva era questo: «Egli è stato condotto al macello come una pecora; e come un agnello è muto davanti a chi lo tosa, così egli non ha aperto la sua bocca. Nella sua umiliazione gli fu negata ogni giustizia; ma chi potrà descrivere la sua generazione? Poiché la sua vita è stata tolta dalla terra». E l’eunuco, rivolto a Filippo, disse: «Ti prego, di chi dice questo il profeta? Lo dice di se stesso o di un altro?». Allora Filippo prese la parola e, cominciando da questa Scrittura, gli annunziò Gesù. E, mentre proseguivano il loro cammino, giunsero ad un luogo con dell’acqua. E l’eunuco disse: «Ecco dell’acqua, cosa mi impedisce di essere battezzato?». E Filippo disse: «Se tu credi con tutto il cuore, lo puoi». Ed egli rispose, dicendo: «Io credo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio». Allora comandò al carro di fermarsi; ed ambedue, Filippo e l’eunuco, discesero nell’acqua, ed egli lo battezzò. Quando uscirono dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo, e l’eunuco non lo vide più; ma proseguì il suo cammino pieno di gioia. Or Filippo si ritrovò in Azot; e, proseguendo, evangelizzò tutte le città, finché giunse a Cesarea. (Atti 8:26-40)
La Bibbia ci presenta, in questi versi, l’esempio di un uomo al quale è stato annunciato Gesù come Salvatore. Era proprio questo contatto con Dio tramite Gesù Cristo che mancava alla sua anima; ma lo trovò per mezzo della fede, e così continuò il suo viaggio “pieno di gioia”.
Felice incontro, che procura la vera gioia nel cuore! Questo incontro, lo puoi fare anche tu, ora.
Io mi rallegrerò grandemente nell’Eterno, la mia anima festeggerà nel mio DIO, perché mi ha rivestito con le vesti della salvezza, mi ha coperto col manto della giustizia, come uno sposo che si mette un diadema, come una sposa che si adorna dei suoi gioielli. (Isaia 61:10)



