Celebrerò il nome di Dio con un canto, lo esalterò con le mie lodi, che il SIGNORE gradirà più dei buoi, più dei tori con corna e unghie. (Salmi 69:30-31)
Il canto è un modo molto efficace per esprimere dei sentimenti. Per i credenti è anche un modo per lodare Dio ed esprimergli riconoscenza. I loro canti diventano allora dei “salmi”, inni e cantici spirituali.
Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito, parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore; ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo; sottomettendovi gli uni agli altri nel timore di Cristo. (Efesini 5:18-21)
Il popolo d’Israele, dopo essere stato liberato dalla schiavitù dell’Egitto e aver attraversato il mar Rosso, ha cantato. Anche il re Davide ha scritto e cantato dei cantici quando Dio lo ha liberato dai nemici.
Quanto a me, io confido nella tua bontà; il mio cuore gioirà per la tua salvezza; io canterò al SIGNORE perché m’ha fatto del bene. (Salmi 13:5)
Abbiamo tanti motivi per lodare il nostro Dio con dei canti! Non ci ha forse salvati dalla condanna eterna? Non facciamo forse, ogni giorno, l’esperienza della Sua bontà e della Sua protezione? Quando cantiamo, esprimiamo la riconoscenza che c’è nel nostro cuore per quello che il Signore Gesù ha fatto per noi alla croce e per ciò che fa continuamente, per la grandezza della Sua persona e per la certezza che saremo con Lui per sempre.
Se ci soffermiamo solo sulle preoccupazioni e i problemi della vita, difficilmente avremo a cuore di cantare. Tuttavia anche nelle prove è possibile cantare. Ne abbiamo esempio in Paolo e Sila quando erano in prigione a Filippi: nonostante le piaghe delle frustate e l’incertezza sulla loro sorte, “cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano” (Atti 16:25).
Allora, cantiamo. Con altri credenti o in famiglia o anche da soli. Cantando dei cantici potremo incoraggiarci, consolarci e fortificare la fede nostra e degli altri.




