I bambini fanno spesso delle domande sul senso della vita. Avevo 11 o 12 anni; ricordo che all’improvvisto fui colpito da un pensiero: “Bisogna vivere per avere il massimo successo, o per soffrire il meno possibile? Questo dilemma mi ha occupato per qualche tempo, poi l’ho dimenticato.
Mi tornò in mente molti anni dopo, perché un collega mi parlò della sofferenza sostenendo che era un ostacolo alla fede.
Come risponde la bibbia a questo? Riguardo al successo nelle cose materiali è molto chiara.
Che giova infatti all’uomo, se guadagna tutto il mondo e poi perde la propria anima? Ovvero, che darà l’uomo in cambio dell’anima sua? (Matteo 16:26)
In fondo vivere per avere successo significa vivere da egoisti. E’ disconoscere l’amore di Dio e il profondo senso della testimonianza cristiana, che deve manifestarsi anche nella solidarietà verso i più deboli.
Allora, bisogna evitare la sofferenza ad ogni costo? E’ quello che cerchiamo di fare. Ma Dio non ce lo chiede. La Bibbia parla della sofferenza perché anch’essa fa parte del piano di Dio in relazione col nostro passaggio sulla terra.
La Bibbia ha un messaggio di compassione senza pari per tutti quello che soffrono. Ma è Dio stesso che dev’essere lo scopo della nostra vita, non il bene che ci fa, e neppure le sofferenze che permette o no che ci avvengono.
O uomo, egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; e che altro richiede da te l’Eterno, se non praticare la giustizia, amare la clemenza e camminare umilmente col tuo DIO? (Michea 6:8)
Siamo ben riconoscenti per tutto ciò che può alleviare la sofferenza, ma sappiamo che il vero bene consiste nel vivere in relazione con Lui.
Or questa è la vita eterna, che conoscano te, il solo vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato. (Giovanni 17:3)



