Anche se il fico non fiorirà e non ci sarà alcun frutto sulle viti, anche se il lavoro dell’ulivo sarà deludente e i campi non daranno più cibo, anche se le greggi scompariranno dagli ovili e non ci saranno più buoi nelle stalle, esulterò nell’Eterno e mi rallegrerò nel DIO della mia salvezza. L’Eterno, il Signore, è la mia forza; egli renderà i miei piedi come quelli delle cerve e mi farà camminare sulle mie alture». (Abacuc 3:17-19)
- La conoscenza di Dio è come il giorno dopo la notte. L’uomo che vive senza Dio non si rende conto degli orizzonti di cui si priva.
- Nel nostro desiderio di possedere sempre di più, finiamo col trascurare ciò che c’è di meglio.
Più compi la volontà di Dio, meglio saprai discernerla.
- La Scrittura parla poco del cielo. Ci dice però che noi saremo là col Signore Gesù Egli vuole avere i suoi in sua compagnia. E questo è sufficiente per chi lo ama. Cristo è là: la sua presenza è ciò che conta; essa risponde a tutto.
- Le lettere degli apostoli sono state scritte durante un periodo molto movimentato della storia del mondo; eppure siano esse di Paolo, di Pietro o di Giovanni, non vi troviamo la minima allusione agli avvenimenti politici del mondo in quel momento. Questo dimostra che la Chiesa è straniera sulla terra. La sua chiamata è celeste.
- Dio non è sempre una garanzia contro le tempeste della vita, ma è sempre una garanza in mezzo alle tempeste della vita.
DIO è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle avversità. Perciò noi non temeremo, anche se la terra si dovesse spostare e se i monti fossero gettati nel mezzo del mare, e le sue acque infuriassero e schiumassero, e i monti tremassero al suo gonfiarsi. C’è un fiume i cui rivi rallegrano la città di DIO, il luogo santo dove dimora l’Altissimo. DIO è nel mezzo di lei, essa non sarà smossa; DIO la soccorrerà alle prime luci del mattino. (Salmi 46:1-5)




