Uno straniero

Certamente abbiamo provato un senso di disagio trovandoci in un luogo sconosciuto: una scuola nuova, un’altra città, un nuovo posto di lavoro: Ci si sente diversi, quasi emarginati, come degli stranieri!

Pensiamo a Gesù che è stato considerato “di troppo” sulla terra.

Egli è venuto in casa sua, e i suoi non lo hanno ricevuto, ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio. (Giovanni 1:11-13)

Fin dalla sua nascita, hanno dovuto farlo fuggire lontano, In Egitto; era straniero fra il suo popolo e nella sua stessa famiglia!

Io sono diventato un estraneo per i miei fratelli e un forestiero per i figli di mia madre. (Salmi 69:8)

Era persino senza fissa dimora.

E Gesù gli disse: «Le volpi hanno delle tane, e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha neppure dove posare il capo». (Matteo 8:20)

Forse anche noi, ci sentiamo stranieri, a disagio e senza speranza. Ascoltiamo ciò che dice Gesù:

Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me. (Apocalisse 3:20)

Se lo riceviamo “a casa nostra”, non saremo mai soli. Se lasciamo entrare Gesù nella nostra vita, diventiamo figlii nella famiglia di Dio; e, ancora di più, sapremo che Egli ci ha già preparato un posto nella sua casa!

Perciò ricordatevi che un tempo voi gentili di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perché tali sono stati fatti nella carne per mano d’uomo, eravate in quel tempo senza Cristo, estranei dalla cittadinanza d’Israele e estranei ai patti della promessa, non avendo speranza ed essendo senza Dio nel mondo.

Ma ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli uno e ha demolito il muro di separazione, avendo abolito nella sua carne l’inimicizia, la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni, per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare ambedue con Dio in un sol corpo per mezzo della croce, avendo ucciso l’inimicizia in se stesso. Ed egli venne per annunziare la pace a voi che eravate lontani e a quelli che erano vicini, poiché per mezzo di lui abbiamo entrambi accesso al Padre in uno stesso Spirito. 

Voi dunque non siete più forestieri né ospiti, ma concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio, edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare, su cui tutto l’edificio ben collegato cresce per essere un tempio santo nel Signore, nel quale anche voi siete insieme edificati per essere una dimora di Dio nello Spirito. (Efesini 2:11-22)

 

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