Le circostanze che ci deprimono sono così numerose che è comprensibile il nostro desiderio di compensarle con altrettanta gioia. E’ una reazione normale. Tuttavia, dietro agli sforzi che facciamo per avere un po’ di gioia c’è sempre il pericolo di inseguire dei piaceri vuoti e vani.
Anche se si tratta di un piacere innocuo, esso non dura per sempre, e la gioia può finire in dolore.
Anche nel riso il cuore può essere nell’afflizione, e la gioia stessa può finire nel dolore. (Proverbi 14:13)
Ecco perché in relazione alla gioia, il saggio re Salomone si chiede:
Del riso ho detto: «È follia», e della gioia: «A che serve?». (Ecclesiaste 2:2)
Il modo migliore per trovare la gioia ci è suggerito in questo versetto:
Si rallegrino e gioiscano in te tutti quelli che ti cercano, e quelli che amano la tua salvezza dicano del continuo: «Sia magnificato DIO!». (Salmi 70:4)
E’ il desiderio di Dio che noi, sue creature, siamo gioiose, ma in Lui. Ciò è possibile solo per quelli che vivono in armonia con Dio. A tutti coloro che hanno regolato con Lui la questione delle loro colpevolezze e hanno così sperimentato il suo perdono e la sua salvezza, egli ha dato motivo di gioia senza fine.
Essi possono perciò esclamare, con vera gioia: “Sia magnificato DIO!”
Essere in comunione con Dio è ciò che rende veramente felici; è una gioia continua. E’ anche il mezzo migliore per fortificare la propria anima. La forza del cristiano si trova nel suo Dio. Essere in grado di rallegrarsi in lui è un privilegio che egli può realizzare tutti i giorni della sua vita su questa terra, anche quelli più scuri e tristi.



