Gesù allora, come vide che lei e i Giudei che erano venuti con lei piangevano, fremé nello spirito e si turbò, e disse: «Dove l’avete posto?». Essi gli dissero: «Signore, vieni e vedi». Gesù pianse. (Giovanni 11:33-35)
Che profondità in questo breve versetto! Gesù è vicino ai suoi amici nel lutto. Marta e Maria hanno appena perso Lazzaro, il loro caro fratello. Piangendo, Marta si getta ai piedi di Gesù per dirgli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto». (Giovanni 11:32)
E’ allora che, profondamente commosso, Gesù piange. In silenzio, davanti a tutti, versa delle lacrime. Che scena! Colui che presto avrebbe vinto la morte, piange davanti alla morte!
Ma perché piange? Non piange per Lazzaro; egli sa che dopo qualche istante lo richiamerà in vita. Piange per simpatia con Marta, Maria e coloro che hanno amato Lazzaro. Egli prova anche nel suo spirito la pena profonda che produce la morte, conseguenza del peccato. Ne sente tutta l’angoscia, la sofferenza, il vuoto.
E quando fu vicino alla porta della città, ecco che si portava a seppellire un morto, figlio unico di sua madre, che era vedova; e una grande folla della città era con lei. Appena la vide, il Signore ne ebbe compassione e le disse: «Non piangere!». (Luca 7:12-13)
Da quasi duemila anni, quelle lacrime silenziose di Gesù continuano a consolare un’infinità di credenti afflitti. Essi sanno che se piangono nel lutto, Gesù stesso ha pianto. Pianti non senza speranza, ma nella prospettiva della risurrezione. I credenti non sono “tristi come gli altri che non hanno speranza.
Ora, fratelli, non vogliamo che siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù è morto ed è risuscitato, crediamo pure che Dio condurrà con lui, per mezzo di Gesù, quelli che si sono addormentati. (1 Tessalonicesi 4:13-14)
Nell’intensità della prova, abbiamo la simpatia del Signore e, infondo al cuore, la luce della speranza.
E udii una gran voce dal cielo, che diceva: «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Ed egli abiterà con loro; e essi saranno suo popolo e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà più la morte, né cordoglio né grido né fatica, perché le cose di prima son passate». (Apocalisse 21:3-4)



