Questa parola è carica di speranza, d’incertezza, a volte d’apprensione o anche di angoscia.
- Domani, è la speranza di giorni migliori.
- Domani può anche essere l’incertezza dell’ignoto. In genere, se si conosce bene il proprio passato, per l’avvenire ci si limita a delle ipotesi, ai “forse”, ai “speriamo”. La sete di conoscere il futuro divora gli uomini. Essi cercano di prevedere al massimo gli avvenimenti per evitare l’imprevisto.
- Domani, a volte significa paura della malattia, della disoccupazione o della precarietà.
Ma questa ricerca di previsioni si limita troppo spesso alla vita terrena; eppure, avere delle certezze per quel che riguarda l’avvenire eterno è molto più importante che sapere ciò che accadrà nei prossimi giorni.
Molte persone manifestano una totale non curanza riguardo a ciò che avverrà di loro dopo la morte. “Perché preoccuparsene – pensano molti – dal momento che nessuno può sapere ciò che vi è dopo la morte?”
Solo Dio conosce l’avvenire come pure il passato e il presente. Egli è il solo autorizzato a parlarne, e lo fa chiaramente nella Bibbia. Egli offre un avvenire con lui a chi mette la sua fiducia nella persona di Gesù Cristo e nella salvezza che offre.
Chi rifiuta questa salvezza deve temere l’avvenire. Ma per chi accetta oggi Gesù Cristo come personale Salvatore, il domani è la certezza di essere eternamente alla sua presenza.
E ora a voi che dite: «Oggi o domani andremo nella tale città, e vi dimoreremo un anno, commerceremo e guadagneremo», mentre non sapete ciò che accadrà l’indomani. Cos’è infatti la vostra vita? In verità essa è un vapore che appare per un po’ di tempo, e poi svanisce. (Giacomo 4:13-14)



