Ed egli gli disse: «Io ti dico in verità, oggi tu sarai con me in paradiso». (Luca 23:43)
A questa domanda fatta da un giornalista, un noto sportivo ha risposto: “A volte ho paura d’incontrare persone che non meritano di essere là”.
Il nostro giudizio sugli altri è personale. Noi ce ne facciamo un’opinione osservando il loro aspetto esteriore o il modo in cui si comportano con noi. Alcuni ci sembrano più meritevoli di altri per via del loro carattere o delle loro attività umanitarie … Altri sembrano egoisti, indifferenti vero i problemi del prossimo.
Ma il nostro giudizio è necessariamente superficiale poiché ci è impossibile conoscere i motivi che spingono gli altri ad agire. Solo Dio conosce a fondo le cose, e renderà a ciascuno secondo le sue opere. “Dio … farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò che è occulto, sia bene, sia male” (Ecclesiaste 12:16).
Tuttavia, non è questo il punto. Perché Gesù ha promesso il paradiso al malfattore sulla croce? A nostro giudizio, non lo avrebbe meritato. Perché allora il Signore gli ha assicurato che quel giorno stesso sarebbe stato in paradiso con Lui? Semplicemente perché si è riconosciuto colpevole e ha messo la sua fiducia in Gesù per ottenere il perdono.
Questa grazia di Dio ti scandalizza? Non vorresti trovarti in paradiso con un criminale? Se è questo la tua opinione, su cosa conti per avere tu un posto alla presenza di Dio? Che meriti hai? Che diritti?
“L’uomo non è giustificato per le opere della legge, ma soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù” (Galati 2:16)
Nessuno merita il cielo, neanche il più bravo o il più religioso degli uomini; ma Dio lo dona gratuitamente a chi crede in Gesù.




