Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo. (Giovanni 17:24)
E’ ricorrente paragonare la vita umana a un viaggio. Più raramente, però, si parla del suo scopo. Ma come si può immaginare che si viaggi per anni senza sapere dove si va? Il credente conosce bene la sua destinazione finale. Gesù, prima di lasciare i discepoli, ha fatto questa promessa: “Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi” (Giovanni 14:2-3).
Molti altri testi biblici ci parlano del paradiso o della “città celeste”, destinazione della vita del cristiano. Ma questo testo sulla casa del Padre, nella sua semplicità, ci dice tutto ciò che dobbiamo sapere.
Il futuro del credente in Cristo è dunque la casa del Padre, l’appuntamento di tutta la famiglia di Dio. Lo Spirito Santo ci istruisce per mezzo della Parola, nutre la nostra speranza, di modo che ogni credente, anche se ancora sulla terra, è già un cittadino del cielo.
Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, mediante il potere che egli ha di sottomettere a sé ogni cosa. (Filippesi 3:20-21)
Presto il Signore ritornerà per prendere quelli che gli appartengono e introdurli nella Sua dimora.
Un credente che abitava in una casetta isolata aveva l’abitudine, ogni mattina al risveglio, di andare sulla soglia della porta e alzare gli occhi al cielo esclamando: “Signore Gesù, forse tornerai oggi”.
Sì, forse oggi.
Non dimenticare che il profondo desiderio del nostro Signore è di avere anche te nel numero di quelli che verrà a prendere per averli per sempre con Sé.




