Volgiti a me e abbi pietà di me, perché sono solo ed afflitto. (Salmi 25:16)
Quando una persona è alla fine dei suoi giorni, è normale che i suoi cari non si allontanino dal suo capezzale, cercando di non lasciarla mai sola e renderle più sereno quel momento così difficile. Ma è sufficiente mostrare tutte le nostre cure e dare il nostro incoraggiamento, lasciando da parte il Signore Gesù e le risorse che la sua grazia ci dà?
Gesù Cristo capisce lo stato d’animo di una persona sul punto di morte meglio di chiunque altro, ma non solo: Egli stesso, con la sua morte, ha aperto il sentiero che porta a Dio.
Quel sentiero è aperto per chiunque crede in lui, anche per quelli che credono nell’ultima ora della loro vita. Per chi crede, la morte non è più un momento tragico, perché il riscatto del Signore sa dove va: essa rappresenta la fine della sua esistenza terrena e l’inizio di una nuova realtà eterna.
Siate forti e coraggiosi, non abbiate paura, non spaventatevi di loro, perché l’Eterno, il tuo DIO, è lui stesso che cammina con te; egli non ti lascerà e non ti abbandonerà». (Deuteronomio 31:6)
Il credente non ha nulla da temere perché ha piena fiducia nelle parole inequivocabili che il suo Salvatore gli ha detto tramite la sua Parola. Accompagnato da colui che ha vinto la morte, chi ha fede può guardare avanti con serenità e fiducia, sapendo che andrà nel luogo che Gesù ha preparato per i suoi e restare con lui in eterno.
Il credente può affermare come il salmista:
Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga sono quelli che mi consolano. (Salmi 23:4)



