Per ogni cosa c’è la sua stagione, c’è un tempo per ogni situazione sotto il cielo: un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare ciò che è piantato, un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire, un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per far cordoglio e un tempo per danzare, un tempo per gettare via pietre e un tempo per raccogliere pietre, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci, un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per conservare e un tempo per buttare via, un tempo per strappare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare, un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace. (Ecclesiaste 3:1-8)
“Un fiore che viene tagliato, non può più essere riattaccato allo stelo”. Questo proverbio asiatico mostra la fragilità e l’irreversibilità della nostra vita terrena. Giobbe, il patriarca, diceva:
I miei giorni sono più veloci di una spola da tessitore e si consumano senza speranza. (Giobbe 7:6)
Il tempo passa, e nessun istante può essere recuperato e rivissuto; come un fiume scorre verso il mare, così il tempo trascina ognuno di noi verso la morte.
Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato; perché, fino a che fu promulgata la legge, il peccato era nel mondo; ora il peccato non è imputato se non vi è legge; ma la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, che è figura di colui che doveva venire. (Romani 5:12-14)
E come è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, e dopo ciò viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una sola volta per prendere su di sé i peccati di molti, apparirà una seconda volta senza peccato a coloro che lo aspettano per la salvezza. (Ebrei 9:27-28)
La morte quindi è seguita dal giudizio di Dio; sono due realtà con le quali bisogna fare i conti.
Quale eternità si apre davanti a te? Dio parla di due possibili eternità: per tutti ci sarà la risurrezione; per gli increduli sarà una risurrezione di giudizio, mentre per i credenti sarà una risurrezione di vita.
In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. (Giovanni 5:24)
Infatti il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 6:23)
Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. (Giovanni 3:16)
Fai parte anche tu di quei “chiunque” che hanno creduto?



