L’essenza del cristianesimo

Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo, secondo la fede degli eletti di Dio e la conoscenza della verità che è secondo pietà, nella speranza della vita eterna, promessa prima di tutte le età da Dio, che non può mentire, e che nei tempi stabiliti ha manifestato la sua parola mediante la predicazione che mi è stata affidata per comando di Dio, nostro Salvatore, a Tito, mio vero figlio nella comune fede: grazia, misericordia e pace da Dio il Padre e dal Signor Gesù Cristo, nostro Salvatore. (Tito 1:1-4)

L’apostolo affidato a Paolo aveva come base “la speranza della vita eterna”. Questa speranza non ha nulla di vago né di incerto, come la speranza umana, ma è una certezza, perché essa appartiene alla fede. La vita eterna era sta “promessa prima di tutti i secoli da Dio”; e Dio, come potrebbe smentire la sua promessa eterna?

Ricordate le cose passate di molto tempo fa, perché io sono Dio e non c’è alcun altro; sono DIO e nessuno è simile a me, che annuncio la fine fin dal principio, e molto tempo prima le cose non ancora avvenute, che dico: “Il mio piano sussisterà e farò tutto ciò che mi piace”, che chiamo dall’est un uccello da preda e da una terra lontana l’uomo che eseguirà il mio disegno. Sì, ho parlato e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e lo eseguirò.(Isaia 46:9-11)

Gli “eletti di Dio” possiedono già ora questa vita, mediante la fede in Cristo, morto e risorto.

Ma noi sappiamo che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intendimento, affinché conosciamo colui che è il Vero; e noi siamo nel Vero, nel suo Figlio Gesù Cristo; questo è il vero Dio e la vita eterna. (1 Giovanni 5:20)

Chiunque crede in Lui ha questa vita; non la vita umana che è passeggere, ma una vita spirituale senza fine, la vita di Dio stesso, una vita capace di conoscere Dio, di gioire di Lui, di avere comunione con Lui, il Padre, e col suo Figlio, Gesù Cristo.

Senza dubbio, la gioia di questa vita da parte dei credenti, finché saremo quaggiù, sarà imperfetta, ma ne realizzeremo tutto il valore quando saremo nella gloria, quando vedremo Lui, la nostra vita, e gli saremo simili.

Questa è l’essenza stessa del cristianesimo. Quante ricchezze. E che felicità e che pace abbiamo nella nostra relazione con Dio! Che gioia nella comunione con Lui! Quale certezza per l’avvenire! C’è forse una conoscenza che possa essere paragonata a quella che il Vangelo ci porta?

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