La storia di Giobbe

Ora l’Eterno benedisse gli ultimi anni di Giobbe più dei primi, perché egli ebbe quattordicimila pecore, seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. (Giobbe 42:12)

“Paziente come Giobbe” è un’espressione proverbiale ben conosciuta. Giobbe era un uomo integro, retto e temeva Dio.

C’era nel paese di Uz un uomo chiamato Giobbe. Quest’uomo era integro e retto, temeva DIO e fuggiva il male. (Giobbe 1:1)

Egli aveva tutto ciò che si può desiderare: famiglia, amici, servitori, ricchezze, ma Dio permise che una serie di disgrazie lo privassero di tutto, con lo scopo di metterlo alla prova, per dargli alla fine una ricchezza migliore e duratura.

Infatti avete anche sofferto con me nelle mie catene e avete accettato con gioia di essere spogliati dei vostri beni, sapendo di avere per voi dei beni migliori e permanenti nei cieli. (Ebrei 10:34)

I primi due capitoli della sua storia ci descrivono l’ammirevole sottomissione con la quale Giobbe ha accettato ciò che Dio gli mandava.

Allora Giobbe si alzò, si stracciò il suo mantello e si rase il capo; poi cadde a terra e adorò, e disse: «Nudo sono uscito dal grembo di mia madre e nudo vi ritornerò. L’Eterno ha dato e l’Eterno ha tolto. Sia benedetto il nome dell’Eterno». (Giobbe 1:20-21)

I trentanove capitoli seguenti raccontano in che modo tre suoi amici, definiti “consolatori molesti”, lo trascinano sulla via della ribellione, attribuendogli colpe che non aveva.

Di cose come queste ne ho udite tante! Siete tutti dei consolatori molesti! (Giobbe 16:2)

Egli allora cercò di far valere la sua integrità e i suoi meriti, finché Dio non gli parlò; allora comprese la vanità dei sui ragionamenti.

Riconosco che puoi tutto, e che nessun tuo disegno può essere impedito. Chi è colui che offusca il tuo consiglio senza intendimento? Per questo ho detto cose che non comprendevo, cose troppo alte per me che non conoscevo. Deh, ascolta, e io parlerò; io ti interrogherò e tu mi risponderai. Il mio orecchio aveva sentito parlare di te, ma ora il mio occhio ti vede. Perciò provo disgusto nei miei confronti e mi pento sulla polvere e sulla cenere. (Giobbe 42:2-6)

A questo punto Dio lo benedisse e gli diede il doppio di tutto ciò che aveva perduto.

Quello che Dio ricorda del suo servitore Giobbe nel Nuovo Testamento è la sua pazienza. Che grazia! Dio si ricorda solo dei buoni frutti che Egli stesso produce nella vita dei suoi figli.

Ecco, noi proclamiamo beati coloro che hanno perseverato; avete udito parlare della pazienza di Giobbe, e avete visto la sorte finale che il Signore gli riserbò, poiché il Signore è pieno di misericordia e di compassione. (Giacomo 5:11)

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