Ecco la voce del mio amico! Eccolo che viene, saltando per i monti, balzando per i colli. (Cantico 2:8)
Giugno 1945. Avevo appena cinque anni. Il treno stava entrando in stazione, riportando a casa i prigionieri di guerra. Rannicchiato sulle spalle di mia madre dovevo individuare papà. Non l’avevo mai visto, se non in fotografia, e tuttavia lo amavo. La mamma me ne aveva parlato così spesso!
Tutt’a un tratto l’ho visto, e l’ho chiamato. Il seguito non si può descrivere. Poi siamo rientrati a casa, e col passare dei giorni la mia gioia si è un po’ raffreddata perché la mamma era un po’ meno disponibile per me …
Non ha mai dimenticato quella scena sul marciapiede della stazione, e spesso ha portato i miei pensieri verso il momento in cui il Signore ritornerà dal cielo per prendere presso di sé i suoi riscattati. Egli ce l’ha promesso.
Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi; e del luogo dove io vado, sapete anche la via». (Giovanni 14:3-4)
Noi non lo abbiamo visto, ma lo amiamo, perché Egli ci ha amati per primo. Non dovremmo desiderare sempre più di vedere colui che ha tanto sofferto per noi? Nella casa del Padre, nulla offuscherà la nostra felicità. Sulla terra spesso il nostro cuore è timoroso, ma in cielo sarà diverso. Il nostro Salvatore ci riempirà completamente il cuore.
Tu m’insegni la via della vita; ci sono gioie a sazietà in tua presenza; alla tua destra vi sono delizie in eterno. (Salmi 16:11)
I tuoi peccati sono stati lavati dal sangue di Gesù? Puoi unirti all’attesa di tutti i credenti?
Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, mediante il potere che egli ha di sottomettere a sé ogni cosa. (Filippesi 3:20-21)


