Simili a lui

Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com’egli è. (1 Giovanni 3:2)

Nel libro dell’Apocalisse è parlato dei castighi di Dio giusti e terribili, che colpiranno il mondo colpevole e verso i quali gli increduli si stanno incamminando. L’ultimo giudizio, il più spaventoso, è certamente quello dei morti davanti al trono biancho.

Poi vidi un grande trono bianco e colui che vi sedeva sopra. La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e l’Ades restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Poi la morte e l’Ades furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco. (Apocalisse 20:11-15)

Vi compariranno tutti quelli che hanno ignorato Dio e hanno disprezzato la grazia inestimabile del suo perdono annunciato nel Vangelo. Ma chi ubbidisce alla Parola di Dio è al riparo da questo giudizio.

Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce pazienza, (Romani 5:1-3)

Il credente non deve temere il giorno del giudizio. Per lui il giudizio è già passato, perché è stato subito da Gesù sulla Croce. E il “giudice dei vivi e dei morti” è proprio Lui, il suo diletto Salvatore. Così, prima che giunga il giorno del giudizio finale, i credenti saranno già stati trasformati ad immagine del loro Signore, per l’eternità. Questo dichiara la Parola di Dio, che non passerà mai.

Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio; non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo. (Romani 8:22-23)

La grazia tanto preziosa del perdono ci fornisce continui motivi di lode. In pace con Dio, noi credenti, aspettiamo la redenzione del nostro corpo, che il Signore Gesù opererà per i suoi, liberandoli dal corpo fisico, soggetto a peccare, e dando loro un corpo glorioso.

Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, mediante il potere che egli ha di sottomettere a sé ogni cosa. (Filippesi 3:20-21)

Cosa potrebbe mancare alla felicità del peccatore riconciliato con Dio per mezzo del sangue di Gesù Cristo? Assolutamente nulla.

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