Poiché io conosco i pensieri che ho per voi», dice l’Eterno, «pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza. (Geremia 29:10-11)
A riguardo dei loro cari che morivano, i credenti di Tessalonica avevano esposto all’apostolo Paolo le loro perplessità. Si chiedevano quale sarebbe stata la loro sorte quando il Signore sarebbe tornato a prendere i suoi.
L’apostolo li rassicura rivelando loro, da parte del Signore, ciò che avverrà in quel momento. In uno stesso istante, tutti i riscattati da Cristo, morti o viventi, udranno la chiamata del Signore e andranno ad incontrarlo nell’aria.
Ora, fratelli, non vogliamo che siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù è morto ed è risuscitato, crediamo pure che Dio condurrà con lui, per mezzo di Gesù, quelli che si sono addormentati.
Ora vi diciamo questo per parola del Signore: noi viventi, che saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo coloro che si sono addormentati, perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo e con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole. (1 Tessalonicesi 4:13-18)
Ma Paolo parla loro anche di quelli che perdono una persona cara, ma “non hanno speranza”, quindi non hanno consolazione. Costoro restano nel loro dolore e si pongono mille domande: Dove vanno a finire i morti? Spariscono nel nulla? Soffrono nei tormenti? Si reincarnano?
Quanti interrogativi senza risposta logorano coloro che rifiutano di credere a ciò che Dio ha detto!
Dio non lascia l’uomo nel dubbio e dice chiaramente che non c’è alcuna speranza per coloro che muoiono “nei loro peccati”, vale a dire senza la fede in Gesù Cristo, ma solo l’attesa terribile del giudizio.
Infatti, se noi pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una spaventosa attesa di giudizio e un ardore di fuoco che divorerà gli avversari. (Ebrei 10:26-27)
Altrettanto chiaramente Dio dice che per quelli che hanno messo la loro fiducia nel suo Figlio morto per loro sulla croce del Golgota, più che una speranza c’è certezza: quella di essere con Cristo per l’eternità.


