I nostri corpi in offerta a Dio

Vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi, il che è il vostro ragionevole servizio, quale sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio. (Romani 12:1)

L’apostolo Paolo nei capitoli precedenti della sua Lettera ai Romani spiega le basi della dottrina cristiana: la grazia di Dio, l’opera di Cristo, la fede che salva.

Qui espone quali sono i passi successivi per un vero credenti, indicando quali comportamenti deve tenere come logica conseguenza della sua fede. Se Dio è misericordioso, perché ha fatto grazia, noi dobbiamo ora offrirci a Lui, dare a Lui tutto il nostro essere.

L’offerta (o il sacrificio) del nostro corpo a Lui è vivente, a differenza dei sacrifici animali che venivano uccisi e offerti anticamente da Israele. I credenti sono morti al peccato, ma viventi a Dio in Cristo Gesù.

Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi a Dio, in Gesù Cristo, nostro Signore. (Romani 6:11)

Inoltre l’offerta santa, vale a dire pura, consacrata a Dio e a Lui gradita. Il nostro corpo sono gli occhi, la bocca, le orecchie, le mani, i piedi …, vale a dire quello che facciamo, i luoghi dove andiamo, le cose che guardiamo, che diciamo, che ascoltiamo. Tutto deve essere gradito al Signore e fatto in una totale consacrazione a Lui.

E’ l’offerta a Dio di tutta la nostra vita, nelle intenzioni, nelle motivazioni, nell’agire. E’ il nostro “culto spirituale” ossia il nostro “servizio spirituale” (o intelligente, razionale). Spirituale o intelligente sono due possibili traduzioni dal greco “logicos”.

Se diciamo “spirituale” lo mettiamo in contrasto col culto di Israele nel tempio, fatto di riti e pratiche esteriori. Se diciamo “intelligente” precisiamo che è quello vero, che ha un senso, che ha delle motivazioni giuste perché corrisponde a ciò che Dio desidera. Le due possibili traduzioni sono ugualmente corrette.

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