Il SIGNORE disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?» Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?» Il SIGNORE disse: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra. (Genesi 4:9-10)
Caino ha ucciso suo fratello. Ora, il sangue di Abele “grida” a Dio dalla terra sulla quale è stato versato. Quel Dio a cui Caino si è rifiutato di sottomettersi, ma al quale deve, volente o nolente, rendere conto, gli va incontro e gli pone due domante: “Dov’è Abele, tuo fratello?” e “Che hai fatto?”
Alla prima risponde “Non lo so”, alla seconda non risponde nemmeno, perché capisce che Dio è al corrente di tutto. Così, il Dio santo e l’uomo peccatore, il Dio che dà la vita e l’uomo che l’ha violentemente tolta, sono lì, uno di fronte all’altro. E il Giudice di tutta la terra pronuncia la sua condanna.
Ora tu sarai maledetto, scacciato lontano dalla terra che ha aperto la sua bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano. (Genesi 4:11)
Passano i secoli, e un giorno, sotto un portico di tribunale c’è di nuovo un uomo davanti a Dio. Ma questa volta i termini sono capovolti. Il giudice e Pilato, uomo corrotto e ingiusto, con la coscienza macchiata dei più effereati delitti, e l’imputato è nientemeno che Dio; nell’esteriore forma di uomo, ma avendo fornito le prove più evidenti e incotestabili della sua natura divina.
Pilato dunque rientrò nel pretorio; chiamò Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?» Gesù gli rispose: «Dici questo di tuo, oppure altri te l’hanno detto di me?» Pilato gli rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua nazione e i capi dei sacerdoti ti hanno messo nelle mie mani; che cosa hai fatto?» (Giovanni 18:33-35)
Esattamente la stessa domanda che Dio aveva rivolto a Caino 4000 anni prima!
Quello che aveva fatto era evidente a tutti, e Pilato lo sapeva: aveva guarito i malati, risuscitato i morti, insegnato l’amore, la giustizia, l’umiltà.
Voi sapete quello che è avvenuto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza; e com’egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. (Atti 10:37-38)
Avrà Pilato il coraggio di pronunciare una condanna? Lui ha “il potere” – almeno così crede . di liberarlo o crocifiggerlo, e decide di crocifiggerlo. Che colpa! La stessa che hanno oggi tutti coloro che rifiutano di vedere in Cristo il Figlio di Dio, il Salvatore di chiunque crede.
Perciò io gli darò in premio le moltitudini, egli dividerà il bottino con i molti, perché ha dato se stesso alla morte ed è stato contato fra i malfattori; perché egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i colpevoli. (Isaia 53:12)



