Ecco, questa fu l’iniquità di tua sorella Sodoma: lei e le sue figlie vivevano nell’orgoglio, nell’abbondanza del pane e in una grande indolenza, ma non sostenevano la mano dell’afflitto e del povero. (Ezechiele 16:49)
Maud Fontenoy; la navigatrice solitaria che ha attraversato a remi gli oceani Atlantico e Pacifico, in una conferenza del gennaio 2006 dichiarava a un giornalista:
“Nella vita di tutti i giorni non si ha il tempo per porsi delle domande e nulla ci permette di capire se siamo veramente felici. Io cerco di far prendere coscienza alla gente, che vive in un mondo superprotetto dove nessuno vuole assumersi delle responsabilità, che la felicità non è necessariamente confortevole e che non la si può comprare al centro commerciale”.
Ammiriamo il gesto atletico e il coraggio di quella navigatrice; si era prefissata un obiettivo e lo ha raggiunto malgrado gli sforzi e le sofferenze che ha dovuto affrontare.
Cerchiamo ora di portare le sue riflessioni sul piano spirituale: sicuramente il benessere non è sinonimo di felicità; la vera felicità, che dura per tutta la vita terrena e per l’eternità, proviene dalla conoscenza di Gesù Cristo. Vale la pena porsi delle domande e cerare nella giusta direzione.
Forse non conosci ancora Gesù. Ebbene, è a chi lo cerca con semplicità che Egli si rivela.
Perciò vi dico: Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. (Luca 11:9)
Dopo che abbiamo conosciuto Gesù Cristo come nostro personale Salvatore, bisogna lasciar da parte tutto ciò che potrebbe privarci della gioia che abbiamo in Lui, e chiedere a Lui la forza e la guida per piacergli e assomigliargli sempre di più.
Fratelli, non ritengo di avere già ottenuto il premio, ma faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti, proseguo il corso verso la mèta, verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù. (Filippesi 3:13-14)



