La vita

Le parole del Predicatore, figlio di Davide, re di Gerusalemme. «Vanità delle vanità», dice il Predicatore; «Vanità delle vanità; tutto è vanità». Che vantaggio ha l’uomo da tutta la sua fatica in cui si affatica sotto il sole? (Ecclesiaste 1:1-3)

Alekos Koshis, di nazionalità greca, fece stampare la sua opera “La Vita” a Nicosia nell’isola di Cipro. Era stato un lavoro di diciannove anni, finalmente completato: tutta l’opera della vita dell’uomo in quasi trentamila pagine di testo. Tutti i tomi dell’opera stampata avevano un’altezza di quasi due metri.

Questa notizia ci porta a pensare a una grande verità: che tutti stiamo facendo qualcosa con la nostra esistenza, qualcosa che va oltre i semplici fatti di ogni giorno, stiamo scrivendo la nostra biografia!

La nostra vita, benché non lo riconosciamo, sta comunicando qualcosa ed è avviata verso un fine specifico. Per questo motivo dobbiamo domandarci: “Verso dove va la nostra vita? Che messaggio sta dando? Che cosa stiamo lasciando ai nostri simili? che storia stiamo scrivendo?”.

Possiamo lasciare due messaggi. Uno lo esprime magistralmente il saggio Salomone: “Vanità della vanità, tutto è vanità!”. L’altro è l’apostolo Paolo.

Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho serbato la fede. Per il resto, mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno, e non solo a me, ma anche a tutti quelli che hanno amato la sua apparizione. (2 Timoteo 4:7-8)

Quale di queste due riflessioni stiamo dettando? Lo vogliamo o no, i nostri pensieri si trasformano in fatti, i nostri fatti in abitudini, le nostre abitudini in carattere, e il nostro carattere in destino. Arrendiamo del tutto, perfino ognuno dei nostri pensieri, a Dio ed Egli ci darà la corona di giustizia che ci ha promesso.

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