Il rispetto per Dio

E io, fratelli, quando venni da voi, non venni ad annunciarvi la testimonianza di Dio con eccellenza di parola o di sapienza; poiché mi proposi di non sapere altro fra voi, fuorché Gesù Cristo e lui crocifisso. (1 Corinzi 2:1-2)

Molte persone non hanno piacere che gli si parli di Gesù. Essi dicono: “Poco importa la religione, ciò che conta è di avere del rispetto per Dio; perché parlate sempre di Gesù?”.

Il rispetto per Dio è certo cosa di grande importanza. Non è forse mancarGli grandemente di rispetto nel mettere in dubbio ciò che Egli ci dice, o non riconoscerLo in tutti i Suoi diritti di Creatore, di Dio giusto e santo al quale la creatura dovrà un giorno rendere conto del proprio operato?

Il rispetto verso la Sua persona non comincia precisamente con l’ascoltare di ciò che Egli proclama nella Sua Parola, per mezzo della ricezione del messaggio che Egli ha dato all’uomo?

Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi. (Ebrei 1:1-2)

Egli ha mandato il Suo Figliuolo per morire e liberare l’uomo dalla sua miseria. Il vero rispetto di Dio condurrà, dunque, alla vera fede, quella che conta, non una semplice religione, ma una fede per vivere e per morire; una fede che rischiara la vita quando tutto si oscura e che è un rifugio prezioso nei momenti difficili.

La fede è credere nel Dio d’amore che vuole la liberazione e la felicità dell’uomo e che per questo, ha dato il Suo unico Figlio. La fede è, infine, credere al Figlio di Dio che ha amato l’uomo fino a morire per lui.

Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me. (Galati 2:20)

Rifiutare di udire parlare di Gesù, è mancanza di rispetto per il Figlio di Dio, è sprezzare l’amore di Dio.

Finalmente, mandò loro suo figlio, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio”. Ma i vignaiuoli, veduto il figlio, dissero tra di loro: “Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e facciamo nostra la sua eredità”. Lo presero, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero. (Matteo 21:37-39)

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