Non c’è uomo che abbia potere sullo spirito per poterlo trattenere, o che abbia potere sul giorno della morte. Non c’è congedo in battaglia, e l’iniquità non può salvare chi la commette (Ecclesiaste 8:8)
L’artista americano Max Waverly si era reso celebre per le sue acrobazie mozzafiato eseguite su velivoli in volo. Chiamava se stesso “il padrone della morte”. Con l’aiuto di un trapezio agganciato al suo aereo, egli effettuava a trecento metri di altezza dei giri vertiginosi che altri non avrebbero realizzato nemmeno al suolo.
Sulla fusoliera, egli passeggiava con dei trampoli; le ali gli servivano da campo da tennis; saltava da un aereo ad un altro o su una vettura o un treno in marcia …
Molti pensavano che le sue folli imprese avrebbero finito per essergli fatali. Ma il celebre cascatore doveva incontrare la morte in maniera stranamente inconsueta. Una notte, egli cadde dal letto e si fratturò la colonna vertebrale. Tutte le cure prestate furono vane.
Tu fai ritornare l’uomo in polvere e dici: «Ritornate, o figli degli uomini». (Salmi 90:3)
Egli tiene nella sua mano ciascuna delle nostre vite. Cero, non sono numerosi coloro che per scopi di gloria, di denaro, o per il gusto del rischio, giocano così con la morte. Ma è anche molto pericoloso avanzare negli anni chiudendo gli occhi e vivendo come se si dovesse restare sulla terra per sempre.
Perciò così farò a te, o Israele; e perché io farò questo a te, preparati, o Israele, a incontrare il tuo DIO. (Amos 4:12)




