Poi disse a Tommaso: «Metti qua il dito e guarda le mie mani; stendi anche la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». (Giovanni 20:27)
Quante persone come Tommaso, non avendo mai sperimentato la presenza di Dio nella loro vita, sono preda dell’incredulità e non permettono alla benedizione della Sua presenza di incontrarli.
Oggi Gesù ci rivolge lo stesso invito che fece a Tommaso: “Guarda le mie mani”. Ma perché dobbiamo guardare le Sue mani? Hai mai riflettuto su quante cose le mani possono dire?
Una volta mi trovavo in una conferenza internazionale in cui erano presenti migliaia di persone. In un angolo della sala in cui si svolgeva la conferenza, sentii strani gorgheggi; sorpreso da questo rumore che sembrava una stonatura nella meravigliosa armonia dei canti spirituali intonati da migliaia di persone, mi avvicinai al luogo da cui proveniva quel rumore.
Con sorpresa vidi una donna che gesticolava con le mani a dei sordomuti, i quali seguivano “cantando” con il loro tipico suono strozzato. Che lode si stava elevando a Dio in quel momento, espressa da coloro che non avevano voce! Quanto sono importanti le mani!
Una mano ti aiuta a rialzarti quando sei atterra, ti accarezza quando sei triste, ti afferra quando stai per cadere. L’invito di Gesù è: Guarda le mie mani”; sia il tuo sguardo rivolto a contemplare quell’Iddio che, con le Sue mani, ti ha formato e può rialzarti dalla condizione in cui ti trovi.




