Allegria e onore

Anche se il fico non fiorirà e non ci sarà alcun frutto sulle viti, anche se il lavoro dell’ulivo sarà deludente e i campi non daranno più cibo, anche se le greggi scompariranno dagli ovili e non ci saranno più buoi nelle stalle, esulterò nell’Eterno e mi rallegrerò nel DIO della mia salvezza. (Abacuc 3:17-18)

Marco era un giovane allegro ed estroverso. Mentre stava lavorando, il suo capo gli chiese: “Marco, sei cristiano? Ti sento sempre cantare canzoni cristiane”. “Sì”, rispose Marco, “sono il figlio del Re”. “Allore tu sei un principe?”, chiese il capo sorridendo. “Beh, in un certo senso, Sì!”, rispose Marco.

Il capo disse: “Come principe, non credi che non ti faccia onore lavorare come muratore?”. “No! Quello che faccio è per amore del mio Signore e non c’è disonore in questo!”.

Che cosa ci motiva a svolgere il lavoro che facciamo? I soldi, una probabile promozione, l’ammirazione dei colleghi? O facciamo tutto per la gloria del Signore e come segno di gratitudine per le benedizioni che riceviamo da Lui?

Servire il Signore è motivo di allegria e onore per noi, è un privilegio che non può essere comparato a niente in questo mondo. Siamo benedetti anche quando il nostro lavoro non è uno dei più importanti o quando non ci offre un buon salario. Quello che però ci deve importare è stare nella volontà di Dio e nel luogo in cui Lui ci ha messo. I soldi senza gioia non servono a nulla!

Il giovane muratore aveva scoperto questa verità, per questo cantava al Signore ed era molto felice. Lui adorava anche se il salario era poco, perché la sua gioia era nel Signore. Da cosa dipende la tua gioia? Dalle ricchezze, dalle persone o dall’Onnipotente?

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