In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia, che egli ha riversata abbondantemente su di noi dandoci ogni sorta di sapienza e d’intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo il disegno benevolo che aveva prestabilito dentro di sé, per realizzarlo quando i tempi fossero compiuti. Esso consiste nel raccogliere sotto un solo capo, in Cristo, tutte le cose: tanto quelle che sono nel cielo, quanto quelle che sono sulla terra. (Efesini 1:7-10)
Nata negli Stati Uniti, nel 1811, Harriet Beecher-Stowe rimase orfana molto giovane. A vent’anni si stabilì in Ohio, dove si sposò, e in seguito ebbe l’immenso dolore della perdita di un figlio a causa del colera. Allora chiese al Signore di fare in modo che quella dolorosa esperienza la potesse rendere capace di fare del bene ad altri.
In quel tempo il paese era diviso tra i sostenitori dello schiavismo e coloro che, come lei e la sua famiglia, vi si opponevano. Siccome casa sua si trovava lungo il percorso seguito dai fuggitivi verso il Canada, Harriet ebbe l’occasione di ospitare molti di quei poveretti.
Indignata per il traffico di schiavi e per le loro disumane condizioni di vita, scrisse diversi articoli su un giornale locale, e poi pubblico un libro proprio su quell’argomento, “La capanna dello zio Tom”. Un opera che descrive con realismo la triste condizione degli schiavi e che ebbe un enorme successo.
Una volta giunti in Canada, gli schiavi erano liberi e il loro padrone non poteva più far valere alcun diritto su di loro.
Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». (Giovanni 8:31-32)



