Prigioniero?

Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte. (Romani 8:1-2)

“Questi muri sono davvero strani. Prima li detesti, poi ti ci abitui. E dopo un po’ di tempo ne diventi dipendente”. E’ così che un detenuto descrive il suo ambientamento alla cella dov’era rinchiuso.

Non ci capita lo stesso quando decidiamo di fare il male? La prima volta facciamo tacere la coscienza. Poi proviamo a nascondere l’errore, perché in fondo sappiamo che ciò che abbiamo fatto è male; ne abbiamo vergogna e siamo irritati con noi stessi. Ma se ricadiamo nello stesso peccato, dopo un po’ di tempo eccoci prigionieri.

L’abitudine a peccare ci porta a trovarci a nostro agio col male, finché ne diventiamo dipendenti. Il giorno in cui siamo presi in quest’ingranaggio, perdiamo ogni libertà.

Ma Dio desidera liberarci da questa potenza del peccato e per questo ci ha donato il Figlio Suo, Gesù Cristo. Lui, il solo giusto, il solo uomo sulla terra che non abbia conosciuto il peccato, ha portato al nostro posto, alla croce, la condanna che noi meritavamo. Egli è morto, ha sacrificato la Sua vita per me e per te; poi è risuscitato. Per essere liberati dal peccato abbiamo il diritto di considerarci come morti con Lui, e viventi grazie a Lui e per Lui.

Non abituiamoci al peccato! Il nostro desiderio di fare il bene non basta. Bisogna che confessiamo le nostre colpe a Dio con semplicità e fiducia, e troveremo in Lui il perdono, la pace e una piena libertà; allora ci sarà data anche la forza per resistere al male.

Cristo è venuto su questa terra per fare di noi uomini e donne liberi, affrancati dal peccato. Mettiamo la nostra fiducia in Lui!

Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù. (Galati 5:1)

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