Gli disse la terza volta: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?» Pietro fu rattristato che egli avesse detto la terza volta: «Mi vuoi bene?» E gli rispose: «Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che ti voglio bene». Gesù gli disse: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità ti dico che quando eri più giovane, ti cingevi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, stenderai le tue mani e un altro ti cingerà e ti condurrà dove non vorresti». Disse questo per indicare con quale morte avrebbe glorificato Dio. Detto questo, gli disse: «Seguimi».
Pietro, voltatosi, vide venirgli dietro il discepolo che Gesù amava; quello stesso che durante la cena stava inclinato sul petto di Gesù e aveva detto: «Signore, chi è che ti tradisce?» Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: «Signore, e lui?» Gesù gli rispose: «Se voglio che rimanga finché io venga, che t’importa? Tu, seguimi». Per questo motivo si sparse tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto; Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che rimanga finché io venga, che t’importa?» (Giovanni 21:17-23)
- Ciò che importa non è che Dio faccia la nostra volontà, ma che noi facciamo la Sua.
- Non è vivere a lungo, ma vivere in comunione con Dio.
- Non è ciò che facciamo, ma come e perché lo facciamo.
- Non è ciò che pensano o dicono gli altri di noi, ma ciò che noi siamo agli occhi di Dio.
- Non è avere molta conoscenza biblica, ma è mettere in pratica quella che già abbiamo.
- Non è vivere nel benessere, ma ricercare il vero bene dell’ambito in cui viviamo.
- Non è essere risparmiati dalla sofferenza, ma che le sofferenze producano in noi il risultato che Dio si aspetta.
- Ciò che è importante non è sapere quando moriremo, ma sapere se siamo pronti ad incontrare Dio.




