Dolore e gioia

Così anche voi siete ora nel dolore; ma io vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà, e nessuno vi toglierà la vostra gioia. (Giovanni 16:22)

In una ricerca fatta qualche tempo fa, si chiedeva alla gente quale fosse stata l’esperienza più difficile e dolorosa della loro vita. Alcuni risposero la guerra, altri il divorzio, interventi chirurgici o perdita di una persona casa. La risposta di una madre fu: “La nascita del primo figlio”. Fu un parto difficile e lungo ma, guardando indietro, la considerava un’esperienza di gioia “perché il dolore aveva uno scopo grandioso”.

Poco prima che Gesù andasse alla croce. Egli disse ai Suoi discepoli che avrebbero attraversato un periodo di sofferenza, paragonandola a quella di una donna che, partorito il bambino, vede il suo travaglio trasformarsi in gioia.

La sofferenza ci viene incontro continuamente lungo il cammino della vita. Gesù, invece, “per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio.” (Ebrei 12:2), guadagnando così il perdono e la libertà per quanti avrebbero aperto il proprio cuore a Lui. Il Suo sacrifico di dolore compì l’eterno proponimento di Dio: aprire una via al perdono e alla comunione con Lui.

La gioia del nostro Salvatore superò notevolmente le Sue sofferenze, proprio come la gioia che Egli ci dona mette in ombra tutti i nostri dolori.

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