Il giovane Pietro sta seguendo una lezione di storia; si parla dell’affare Dreyfus che sconvolse la terza Repubblica francese.
L’ingiustizia di cui fu vittima quell’ufficiale dell’esercito francese, condannato ai lavori forzati da false testimonianze, appassionò l’opinione pubblica che si mobilitò; lo scrittore Zola intercedette ed ottenne la revisione del processo. Dopo alcuni anni l’esiliato fu reintegrato nelle sue funzioni.
Pietro si ricorda tristemente di un altro uomo accusato ingiustamente, che non fu difeso da nessuno: il Signore Gesù.
Infatti, mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi. Difficilmente uno morirebbe per un giusto; ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire; Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. (Romani 5:6-8)
Latore di pace e d’amore, ha pure avuto numerosi avversari: fu arrestato a seguito di un complotto e dei falsi testimoni inventarono menzogne per accusarlo, perché contro di lui non si trovavano veri motivi.
Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto, e chiedeste che vi fosse dato un assassino, e uccideste l’autore della vita, che Dio ha risuscitato dai morti e del quale noi siamo testimoni! (Atti 3:14-15)
Quanto Giuda fu preso dal rimorso per avere “tradito il sangue innocente”, era troppo tardi.
Allora Giuda, che l’aveva tradito, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì, e riportò i trenta sicli d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, consegnandovi sangue innocente». Ma essi dissero: «Che c’importa? Pensaci tu». (Matteo 27:3-4)
Pilato, per ben tre volte pone la domanda.
Per la terza volta egli disse loro: «Ma che male ha fatto? Io non ho trovato nulla in lui, che meriti la morte. Perciò, dopo averlo castigato, lo libererò». (Luca 23:22)
Voleva liberarlo, ma si scoraggiò, davanti alla rivolta popolare. Il brigante crocifisso, poi il centurione ai piedi della croce riconobbero che Gesù non aveva fatto niente di male.
Ma l’altro lo rimproverava, dicendo: «Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male». (Luca 23:40-41)
Allora il centurione, visto quanto era accaduto, glorificò Dio, dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». (Luca 23:47)
Dobbiamo sapere che quel giusto ha pagato con la propria vita il prezzo delle nostre ingiustizie e badiamo di non essere nel numero di quelli che trattano con disprezzo un amore tanto grande offerto oggi.




